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Sì, io voglio tornare Ecco il social network per i fuori sede

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Sì, io voglio tornare Ecco il social network per i fuori sede
20 Luglio
2012
Scritto da:
Pubblicato in: Press

Condividere storie, passioni ed esperienze, per provare a realizzare un piccolo sogno: tornare a casa

Prendere la valigia e partire. Da sempre in tanti sono costretti a lasciare il proprio paese per la città, alla ricerca di un lavoro, o per frequentare l’università. Ma quanti vorrebbero tornare, se solo ne avessero l’opportunità? Molti, quasi tutti, stando al successo che sta raccogliendo l’iniziativa “Io Voglio Tornare”, una sorta di social network per cervelli in fuga, realizzato da Valentina Dessì e Domenico Rota.

IL DESIDERIO - Professoressa di Lettere lei, ingegnere lui, entrambi sono accomunati dalla scelta di aver lasciato la loro città, Castrovillari in provincia di Cosenza. Entrambi però, vorrebbero tornare, dopo anni trascorsi lontano da casa a studiare e a lavorare, a Bologna (lei) e a Milano (lui). Così hanno deciso di creare una piattaforma comune dove tutti i “fuori-sede” possono condividere storie, passioni ed esperienze, per provare a realizzare quel piccolo sogno che per loro significa molto: tornare a casa, e cercare di costruire il proprio futuro nella città natale. Da questo desiderio comune è nato IoVoglioTornare.it. Il sito è stato aperto nel febbraio scorso, e permette agli utenti iscritti di compilare un modulo per raccontare la propria storia di emigrante, inserendo i dati della propria città natale e di quella attuale, oltre ai motivi della propria scelta.

IL CENSIMENTO - Dalla raccolta dei dati nascerà una mappatura delle persone e dei loro interessi, un vero e proprio censimento virtuale di quanti sono partiti e adesso vorrebbero tornare. Questa però, è solo la prima fase del progetto. L’iniziativa infatti si articola in tre diversi step, di cui la mappatura delle persone censite, divise per aree geografiche e professionali, rappresenta la seconda fase. Il terzo e ultimo momento sarà quello di “promuovere e progettare idee”, come recita il sito. Se però il progetto è nato dalla volontà di fare ritorno nei propri territori, per cercare di mettere a frutto le professionalità sviluppate altrove, i due fondatori si sono resi conto ben presto che molti sono anche coloro che “non vogliono tornare”. Così sul sito è prevista un’apposita sezione anche per chi vede il ritorno a casa, nella terra d’origine, come un fallimento, o semplicemente non ha la voglia e lo spirito giusti per confrontarsi con realtà che spesso non offrono neanche in minima parte le opportunità lavorative (e non solo) sperimentate in città.

IL PROGETTO - Il progetto si trova attualmente ancora nel pieno della fase uno, e si stanno raccogliendo i dati degli iscritti, tuttavia sono già presenti le storie di giovani e meno giovani che hanno aderito all’iniziativa con entusiasmo. È interessante anche la sezione che ospita i grafici temporanei, che raccolgono i motivi delle scelte di chi vuole tornare, o di chi non vuole farlo affatto. La motivazione principale per cui le persone vorrebbero tornare nei loro territori d’origine è quella di “voler mettere a disposizione del mio paese la mia professionalità”. La pensa così il 54% degli iscritti, mentre il 26% vorrebbe tornare per “stare vicino ai miei familiari”. Diametralmente opposte sono le ragioni addotte da chi invece, vuole restare nella propria città d’adozione, e non tornare sui suoi passi. Il 38,46% di chi “non vuole tornare” è convinto di essersi ”creato nuove prospettive nella città d’adozione”, che probabilmente vedrebbe svanire se facesse ritorno a casa. La pensa così anche il 25,64% di chi crede che “il mio paese non mi offrirebbe le stesse possibilità”, e quindi ha deciso di restare in città. Infine c’è anche un 23,08% di chi “non conserva nessun legame con il paese”, e quindi non intravede alcuna buona ragione per tornare indietro.

LE MOTIVAZIONI - Complice anche la crisi economica, gli affitti delle case in città non proprio accessibili, e uno stile di vita che in paese è diverso e sicuramente più “rallentato”, chi vuole tornare a casa oggi ha a disposizione buone ragioni per farlo. Parallelamente chi invece ha trovato il suo habitat naturale lontano da casa, difende a spada tratta anche sul sito la sua scelta che crede più opportuna. “Io Voglio Tornare” ha lo scopo di raccogliere le esperienze appartenenti a entrambe queste tipologie di scelte per “fare rete”, o più semplicemente per condividere esperienze. E i due fondatori del social network per cervelli in fuga, sembrano proprio essere riusciti nel loro intento.

 

Letto 3782 volte Ultima modifica il Venerdì, 20 Luglio 2012 20:15
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